aaaaa

30 Lucullo

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25

Un grosso soldato si mosse come un robottino, staccandosi dal gruppo dei soldati, con un grosso bastone in mano. Come una mamma, aveva avvinghiati sul petto due bambini. Molleggiando il passo veloce, solo a lato della piazza gialla dal sole. Lui con baffetti sottili, i due bambini attaccati e il grosso oggetto verticale marrone, correva verso il ragazzo che accendeva e allo stesso spegneva la fiamma da un accendino: come in un gioco di apparizione di luce e di meraviglia preistorica. E dai giù, una volta raggiunto il ragazzo, a suonarlo sulla schiena. Se si notava bene erano i figli, i minori, a vibrare i colpi. Il giovane faceva AHi ad ogni colpo, ma non voleva saperne di sentire il dolore e continuava, comunque, ad accendere e a spegnere la fiamma, drogato da quella visione. Questa scena surreale mandò tutti in ipnosi, che come dementi, si gustavano alternando alle loro espressioni facciali la scena del bastone. Un tik tok di teste che roteavano a ripetizione, alternate da grosse e grasse risate silenziose.


 24 in piazza.

San Giorgio è il nome della polizia antisommossa che fluttua a cavallo. Il Capo della celere una volta sistemato il reparto in riga, ‘megafona al gruppo di donne in protesta al Bio, “Ora le fragole sono mature. Il Drago può mangiarle”.

 “Ora Le fragole sono mature?” E’ la frase in codice per far partire un nuovo mondo fatto di esseri vegetali ”disse Sofì vestita di giallo, facendo un passo avanti staccandosi dal gruppo verso la pula, agitando il cartello con su scritto Prima il culo poi la testa, NO! Non va bene, Ma è lo stesso.

“E’ tardi le fragole si raccolgono prima, in modo che arrivano sulla tavola del consumatore mature” urlò facendo eco nei portici Annina Ferro e lanciò un grosso cavolo. Il silenzio avvolse per un attimo la piazza MondoFuturoBio.

Tutti gli astanti si chiedono fissando il grosso ortaggio al centro della piazza, sembrava uno stadio di calcio prima del fischio d'inizio della finale di campionato. Riuscirà il Drago, mangiando le fragole mature a salvare il mercato, a sistemare la città della confusione, dove tutti dormono (naturale) e non fanno nulla, consumano.

25a

“Boia” esclamò Isidor il professore di matematica che si era unito alle mamme sane, più per contatto che per ideale.

“Boia! Il cavolo si muove”.

Tutti: Ohooo! E poi un risucchio goloso fino al secondo silenzio.
 Annina Ferro dopo quella specie di violenza si mosse come una donna amazzone verso il centro della piazza, presso il cavolo vibrante sulla griglia di ferro del tombino, si abbassò lentamente come Giovanna D’arco con la faretra, afferrò il grosso cavolo, cautamente, ma quando lo strinse il vegetale disse “mamma”. Lei sgranò gli occhi e disse dentro di sé “una voce, il mio bimbo”. Con la testa china, come calamitata verso il cavoletto, per un attimo, prolungato, poi di scatto, fulminea ruotò il corpo come a nascondere qualcosa, il suo volto mutò come “fece finta di niente” e ritornò al suo posto nel gruppone di donne preistoriche.

23 Fuori.  “Basta con tutti questi personaggi, non è sempre carnevale”

“Ora basta” “Ora basta” ripetevano il Comitato delle mamme libere. Erano numerose sotto il Laboratorio di ricerca BioFuturaMondo.

Le mamme unite e libere protestano per i loro bambini. Per lo sfruttamento dei loro desideri indotti dalla società BioMondo tutto il tuo futuro. Annina Ferro il capo del movimento, di impronta “solo femmine, grazie”, urlava “ Ora basta! I nostri figli non sono merce, siamo stufe di stargli dietro, Vogliono e vogliono senza fare nulla, sono sempre più vegetali” e aggiunsero un po l’una un po l’altra in un coro fiacco del gruppone esplosivo delle femmine che la seguivano nella protesta, ”Vogliamo che i nostri figli siano attivi e non mummie che chiedono solo ”Vogliamo tornare a giocare con loro”. “Ora basta con tutta questa arte fatta da tanti personaggi, che cambiano spesso, basta con le azioni e i continui rumori che riempiono i nostri spazi”. E poi Annina urlava “IL FUTURO è ORA” e tutte le altre ripetevano scandendo “ I L FU TU RO è O RAA”.



22 Dentro.

Una voce, due voci dall’aldilà riempiono lo spazio vuoto: " è la voce di Pavarotti e quella femminile dell’androide Luba Luft” si dissero sussurrando i Fiori che si erano fermati nel combattere per ascoltare e respirare: un mix di profumi della lotta continua e programmata e l’aria sublime, pulita cristallo, lo spazio celeste, la poesia.

 21 L'esperimento dei Fiori-uomo.


Di colpo, da una scena fissa, immobile di lenta crescita, si alza dalla sedia l’uomo Fiore che mitraglia proiettili invisibili e privi di rumore, uccide il fiore che era nella fase di ontogenesi.

“Bene l’esperimento è in parte riuscito! Anche i vegetali possono uccidere” disse l’assistente al Dottore eccitato, soddisfatto “ E’ tutto finto” interruppe irritato il capo dei medici spostando lo sguardo dal tavolo al quadro nero materico, per poi continuare a parlare “per oggi basta violenza silenziosa! Ora leggiamo il nostro libro, teniamo in vita la memoria dei morti”. L’assistente Ten Ten prese il libro al decimo e ultimo capitolo di Alpinisti ciabattoni del Cagna e si mise a leggere ad alta voce al microfono collegato mediante wi fi al megafono installato del piccolo pozzo. I vermi a sentire la voce acceleravano lo striscio verso il basso e si accendevano come piccole lampade, emettendo vibrazione: in questo modo propagano le parole come calore verso le creature della terra.

Da "Alpinisti ciabattoni"

Che malinconia venire al mondo per sloggiare così presto! Un po’ di azzurro allegro fin che si è giovani, e poi la famiglia, gli affari, i fastidii, il trin-tran di tutti i giorni, e finalmente, viene il giorno della scadenza, e bisogna andarsene senza rimedio un metro sotto terra, lasciando quaggiù tutte le partite aperte… E quanti prima di lui già si erano incamminati! Che lunga processione di amici, di parenti, di conoscenti, tutti tutti già morti e dimenticati! Nel giro degli ultimi anni, che squallore! I suoi più vecchi camerati, quelli che giocavano con lui a tresette nell’osteria, come erano squagliati uno dietro l’altro! Un giorno uno non veniva, e di lì ad una settimana ecco che lo portavano al cimitero, incalzato da quei demonii della confraternita che urlano dietro ai morti quei Deprofundis che fermano il sangue ai vivi.

Uno che poche ore prima era in partita, allegro, sano come un pesce, eccolo stramazzato di secco, senza neanche lasciargli il tempo di digerire l’ultimo quintino. E Gasparo il conciacapelli così faceto, così rumoroso; e Tonio Sezzola detto il Bavella che invece del vermut si beveva dodici peperoni per stuzzicare l’appetito; e Giovanni il falegname, così appassionato per il quartirolo; e quell’altro così chiassoso, così matto, Gegio Bicocca, il Musichino, che dopo il primo litro assordava l’osteria con le sue belle canzoni, e non la smetteva finché non lo pigliavano per i panni e lo buttavano a vociare sulla strada... Tutti buona gente, buoni compagnoni, forti, robusti, e tutti morti! Gesummaria! come si fa a prenderlo sul serio questo mondo pieno di malinconie e di funerali? Starsene anni ed anni in un tugurio a lesinare sul centesimo, speculare le gocce dell’olio, i grani del caffè, stintignare, registrare, arrabattarsi sul Dare e sull’Avere, sul capitale e gli interessi, e poi... addio paese; via a raggiungere nel fosso quegli altri che si sono incamminati prima!... Oh che cosa trista è mai la vita! Che brutto mondo! Il povero Sor Gaudenzio sudava freddo, riepilogando quelle tristezze, si voltava or su un fianco or sull’altro per trovar requie, ma invano: il lugubre quadro lo perseguitava; certe figure si staccavano vive dal fondo nero, e venivano a sussurrargli proprio nelle orecchie certe parole che gli tiravano in piedi i capelli. I suoi errori, i suoi peccatucci, i suoi rimorsi eccoli che starnazzano in quel bujo come pipistrelli, e lo flagellavano di ricordanze penose. Ecco là in fondo la Rosetta, l’amorosa del suo figliolo Leopoldo; eccola disfatta, atterrita, piangente, come in quella sera che venne a gettarsi ai suoi piedi gemendo e giurando, che il padre di quella creatura, che stava per dare alla luce, era il suo figliolo Leopoldo.




20 Prologo, poi su.

L'Uomo legge immobile, facendo esercizi di memoria.

 “Cambiare pagina é come eliminare i propri peccati” si disse l’Uomo Rettile alitando nella sua lingua sul foglio tutto grigio. Il potere cambia pagina per instaurare un nuovo potere senza rendere delle tante promesse: sono sempre gli stessi uomini Androidi che cambiano immagine e i discorsi per sottomettere i tanti uomini Tartaruga. 

L’evoluzione dell’era atomica ha trasformato l’essere in un corpo a più pezzi, senza problemi di articolazione. Le parti del corpo sono staccate, collegati solo da un filo, un pezzo ad un altro pezzo.

"Mamma li turchi" disse la bimba guardando il disegno qui sotto.

In particolare: Le bambine, sono chiamate a modellare, a dipingere la nuova arte. Nelle loro opere la natura morta si accalca, come argilla staccata dal blocco, masticata appena dalle mani e schiacciata, un pezzo sopra l’altro come a formare una torta a strati. Un pasticcio fatto di frutta e vegetale. Grazie a una sostanza alcolica esso continua a vivere, una lenta ontogenesi, fino alla metamorfosi per poi diventare un essere simile all’ uomo.

Fluttua nell’aria l’uomo vegetale ma ancora cammina con i suoi piedi. La testa e i suoi particolari , simili a verdura e ortaggi si   muovono lentamente nel proprio spazio: le braccia sembrano più sedano che ossa ricoperte da muscoli e il colore della pelle, ormai sparito è presente un pò sul volto e sui piedi, a tratti. Il sesso è una cavità infinita di cunicoli. “Ecco l’evoluzione. Dobbiamo sostenere il nuovo essere umano che ha sviluppato i concetti-contenuti a discapito del corpo”. “Il suo passaggio al vegetale deve risultare una conquista umana” disse il dottore guardando dall’oblò del laboratorio.

(continua)

n.19 Inizio anno

Gli Omini di gennaio,  They are cold, horrible, hanno freddo, invidiano e si toccano appenaSono vestiti da natali.

Isidor da Philip K. Dick

n. 17 Dopo il sonno "cosa pensare". Il piccolo e Saggio batuffolo verde guarda la scena: Un Moderno preistorico che cerca di tagliare il suo braccio, la mano stringe una mela. Newton, indica la freccia. La Ragazza a sinistra e la Donna gravida a destra vivono,  ukiyo-e, dentro delle piccole onde. Sotto i pallini tre Ortaggi.

n. 16 esseri di Natale

n.15 Tipo Elfo: Triste, Suona un fiore, Balla e insegna alle piante.

  • Papageno

n.14 dalla serie "Uomo Animale Fantastico colore": "S orizzontale" serpente e "Palla Magenta", Papageno prima e dopo, lucchetto sul becco, Tipo zanzara.

n.12 "L'Età seduta"

11 NOVEMBRE, "L'io vario e Pinocchio".

L'uomo bambino, ti guarda come Lincoln, come a dire "la colpa di tutto sei , tu". Due minuti, dopo la breve trasformazione, posa il suo sguardo a terra dove giace disteso come "non voglio fare un un cazzo" il famoso Pinocchio, è rosso di bugie. Il solo busto di legno, viene tirato per il naso dalla figura principale. Tra le gambe ha freddo l'uomo di mezzo, girato di spalle, stretto nel petto, mimetizzato il giovane va via. Quattro nuvole come grossi cappelli, come rose dividono la scena bianca, pura e di macchie di colore elettrico. Sotto il cappello la storia inizia: capire l'io smonta il burattino dal lungo naso tozzo come una baguette. L'età seduta.

N.10

Su: La corona del re. Donna3, uguali sospendono i muscoli. Fumo scultore.// Up: The king's crown. 3 woman. Smoke sculptor.

n.9

Quino, Mafalda, 1 ottobre 2020

n.8

Sotto: "SpaccaNuvola" con puntino nero "PC"


n.7

Foto: Ila

  • L'uomo corre colpito da un carciofo

n.6 "nuovi personaggi"

"LA" sedia a sdraio 2017. Ecco Polifemo. Giovani giullari corrono verso il giovane Principe MorbidaGomma. L'uomo con la mascherina e L'uomo che lavora sotto il sole. L' urlo della donna, hMmmm, "LaBomba, ahaaa", Il sig. Quattro cade sulla sabbia bagnata e dice "la signora scultura si vede sfocata". Ortaggi insieme come meduse. Pensare, spesso nell' arco di un giorno all'indiano morto. Orsetti, belli, orsettituttirossi. L'uomo quarantenne di nome Mosè corre colpito da un carciofo "devo finire la mia casa". Due altri uomini, più giovani, a gambe levate, competono vestiti all'americana, sulla strada, come carta accartocciata, come due carciofi viola. La pallina da tennis, rimbalza tre volte sull'asfalto. BUM BUM L'uomo batte il bastone sulla Terra.

 Dovrebbe continuare, ma, per ora il piccolo racconto delle immagini estive e delle frasi di rimando finisce qui..





GMLaFamosa