Adelina Sejdini

“I dolori del giovane Werther”

pag. 58, 20 agosto 1771.

Per contro, quando dobbiamo solo tirare avanti con strenua fatica e con tutte le nostre debolezze, molto spesso scopriamo che col nostro barcamenarsi e bordeggiare si arriva più lontano di altri con tutti i loro remi e il vento in poppa...e...questo sì che è un autentico sentimento di rispetto verso se stessi: quando ci accorgiamo di procedere a modo Nostro...come gli altri o che addirittura li oltrepassiamo.

Werther a Guglielmo

pag. 44

“E anche nella vita di tutti i giorni non se ne può più di sentir gridare dietro a qualcuno che abbia fatto anche solo qualcosa di appena libero, nobile, inatteso: quello è ubriaco, è matto! Vergognatevi, voi sobri! Vergognatevi, voi sapienti!”

Werther ad Alberto




“La mano” Elephant man, iLpiccoloElefante

“La mano”-“iLpiccoloElefante”. Questa lavoro una volta finito mi fa pensare a “Elephant man”.  

Ma è la sfera il punto di partenza, bella palla perfetta che si salda al parallelepipedo deforme. La mano rappresentata ha un solido deformato tra le dita. L’oggetto è attaccato alla sua struttura: alla pelle, alle ossa. 

All5angolo
Trombo

“Donna estensione, ferma nello spazio” dalla forma si allungano protuberanze, come arti. Il cubo il 3D. La scultura è stata pensata senza la materia geometrica, ma anche dentro il solido: l'estensione è di quelle spirituali come un "monaco vecchio danzatore" che ferma il suo corpo e si libera nello spazio per toccare tutte le foglie della valle .

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